Ricerca del Politecnico di Milano. Innovazione, efficienza e trasparenza: dall’eProcurement e dalla Fatturazione Elettronica grandi benefici potenziali per la Pubblica Amministrazionedalla NL ICT4eInvoice n 19 dicembre 2010 La dematerializzazione del rapporto con clienti e fornitori porta alle imprese benefici estremamente significativi, che rendono molto interessanti i progetti di adozione di Conservazione Sostitutiva, Fatturazione Elettronica e Integrazione del Ciclo dell’Ordine. Anche la Pubblica Amministrazione può trarre importanti benefici dall’adozione di queste soluzioni, e gli Enti pubblici italiani si stanno interessando a questo tema, favoriti anche dalle indicazioni normative che imporranno alla PA, in un futuro prossimo, il ricorso alla Fatturazione Elettronica nel rapporto con i fornitori. Molti Enti pubblici, tuttavia, già da tempo hanno iniziato ad affrontare i temi della dematerializzazione e della digitalizzazione a partire da un processo che precede l’attivazione del vero e proprio “ciclo dell’ordine”: attraverso gli strumenti di eProcurement, ovvero gli strumenti telematici a supporto degli acquisti (Gare e Aste elettroniche, Mercati elettronici, Cataloghi online, Negozi online a supporto delle Convenzioni), numerosi buyer della PA hanno imparato, nel tempo, a negoziare e a relazionarsi con i propri fornitori attraverso piattaforme digitali, che consentono di migliorare notevolmente le prestazioni del processo di acquisto. Questo tema viene approfondito nell’ultimo Rapporto pubblicato dall’Osservatorio eProcurement nella Pubblica Amministrazione (“eProcurement: una concreta via verso innovazione, efficienza e trasparenza per la PA italiana”, disponibile su www.osservatori.net). I vantaggi legati all’adozione di soluzioni tecnologiche a supporto del processo di acquisto sono assolutamente evidenti: Gare e Aste elettroniche, per esempio, consentono la riduzione del prezzo di acquisto e, soprattutto, il miglioramento della qualità e delle prestazioni del processo di acquisto (snellimento delle procedure e riduzione degli sprechi di tempo e di risorse), elementi importanti, tangibili e concreti, cui si sommano un significativo aumento della trasparenza nei confronti dei fornitori, una più decisa spinta verso una forte concorrenza e una maggiore apertura al mercato. È tuttavia importante sottolineare come essi rappresentino solo una piccola parte di ciò che la Pubblica Amministrazione potrebbe ottenere adottando in maniera massiccia e ancora più estesa le tecnologie informatiche a supporto delle proprie relazioni con i fornitori. Alcuni Enti della PA italiana, sulla spinta del Legislatore e per l’esigenza di ottimizzare le proprie capacità di controllo della spesa pubblica, stanno già iniziando a prendere in considerazione gli strumenti di supporto all’intero “ciclo dell’ordine”. In alcuni casi, l’eProcurement è proprio il punto di partenza dal quale evolve in seguito il progetto più ampio. Se, dunque, la strada sembra ormai definita, può essere importante avere ben chiaro che cosa è lecito attendersi al termine del percorso: quale beneficio potrebbe ottenere la PA italiana da un utilizzo diffuso e pervasivo di soluzioni “Procure-to-Pay? Sommando le diverse componenti di beneficio ottenibili da un’adozione completa delle soluzioni di “Procure-to-Pay” (dall’eProcurement all’integrazione del ciclo ordine-pagamento) è possibile stimare, per la PA italiana, un risparmio complessivo annuo di circa 5 Miliardi di euro. Un valore che, per quanto rilevante, è stato stimato adottando un approccio estremamente prudente e può quindi ragionevolmente rappresentare un “limite inferiore” dei benefici realmente ottenibili. Inoltre, poiché il “Procure-to-Pay” coinvolge oltre alla PA anche i suoi fornitori, è plausibile che un’importante ricaduta di benefici sia riscontrabile anche presso le imprese fornitrici, a vantaggio dell’intero Sistema Paese. http://www.osservatori.net/eprocurement_nella_pubblica_amministrazione |