L’IT governance nelle aziende italiane: i CIO ancora poco coinvolti nei processi decisionali. Una ricerca di Strategic Management Partners basata su 125 interviste a responsabili ITda NL ICT4Executive n9 marzo 2011 Dal 2008 molti capitoli di spesa delle aziende sono stati messi fortemente in discussione per la crisi in atto in quasi la totalità dei mercati; ma per gli investimenti in Information Technology, come evidenziano diverse ricerche, è stato confermato un atteggiamento di mantenimento e di consolidamento dei budget con alcuni casi di crescita degli investimenti IT. Infatti in Italia nel 2010, come anche nel mondo, le ricerche indicano che l’aumento della spesa tecnologica è una priorità per il 54% delle aziende mentre il 30% manterrà gli attuali livelli di spesa e solo il 14% li ridurrà. Le ricerche, inoltre, confermano che la spesa in Information Technology non viene più considerata semplicemente come un costo da controllare, bensì viene sempre più riconosciuto alla tecnologia un ruolo strategico nella definizione del posizionamento competitivo dell’azienda. Tale tendenza ha fatto sì che per i CIO assumano una priorità crescente le attività di allineamento degli obiettivi della funzione IT agli obiettivi di business. D’altra parte le problematiche IT sono sempre più presenti nell’ordine del giorno delle riunioni del management aziendale e si moltiplicano i casi dove il CIO è entrato nel comitato direttivo dell’impresa. In altri termini, si sta quindi verificando una evoluzione della direzione IT dal ruolo di supporto tecnologico a quello di un Partner strategicamente importante per lo sviluppo del business e per la creazione di valore. Le funzioni IT sono dunque chiamate a garantire contemporaneamente l’efficienza ed efficacia dei sistemi esistenti con una la necessaria proattività per promuovere soluzioni tecnology based che supportino l’innovazione a tutto tondo per l’azienda. Tale ambivalenza porta tuttavia con sé la necessità di sviluppare una corretta Governance dell’Information Technology basata su modelli organizzativi e strumenti che consentano alla funzione IT di essere realmente e costantemente allineata agli obiettivi aziendali. Strategic Management Partners ed Il Sole 24 Ore Business Media hanno dunque condotto una ricerca con gli obiettivi di stimare il livello di strutturazione dell’IT Governance nelle aziende italiane e di valutare come le funzioni IT siano attualmente orientate alla generazione del valore per il business, nonché di capire quali siano le previsioni di sviluppo dell’IT Governance per il prossimo futuro. La ricerca è stata condotta intervistando un campione composto da 125 responsabili IT di aziende operanti in Italia, appartenenti a settori eterogenei, tra cui, ad esempio, il settore Manifatturiero, il settore Fashion, il settore delle Utilities e il settore dei Trasporti. Le interviste con l’obiettivo di chiarire quali sia lo stato dell’arte attuale e le previsioni a due-tre anni dell’IT Governance, hanno consentito di approfondire i diversi aspetti dell’IT Governance: 1. Il posizionamento dell’IT nel modello organizzativo; 2. Le modalità di misurazione delle performance IT e di allineamento con gli obiettivi aziendali; 3. Il ruolo dell’IT nel processo di pianificazione; 4. Il livello di interfacciamento dell’IT con il business (funzioni interne) e con i fornitori che include il livello di strutturazione del Demand Management, del Service Desk e il livello di formalizzazione degli SLA; 5. La formalizzazione, la condivisione e l’applicazione dei processi all’interno dell’IT; 6. Il knowledge management dell’IT. Dalla ricerca è emerso come tra gli addetti ai lavori vi sia la convinzione che il ruolo dell’IT evolverà sempre più da partner tecnologico a partner strategico per le singole linee di business e che i CIO saranno sempre più coinvolti nei processi decisionali. Peraltro emerge chiaramente che i CIO italiani, sebbene abbiano un livello nell’organigramma aziendale pari a quello dei colleghi esteri, presentano un grado di coinvolgimento nei processi decisionali (34%) che è la metà della media mondiale (74%). Tale situazione fa si che i CIO Italiani rispetto ai loro colleghi stranieri mostrino un certo ritardo nel livello di proattività. Ritardo che è confermato dal fatto che le funzioni IT delle aziende italiane sono restie ad adottare sistemi di performance measurement dell’IT e dei relativi investimenti e nell’adozione di modelli strutturati per la formalizzazione dei processi (i.e. ITIL). Infatti il 40% dei CIO italiani non adotta alcun KPI e solo il 12% delle funzioni IT si è dotata di strumenti formali di allineamento delle performance IT agli obiettivi aziendali (BSC-COBIT), mentre ITIL è adottato solo dal 18% delle aziende, contro il 51% a livello europeo. L’atteggiamento piuttosto reattivo della maggior parte delle funzioni IT è confermato dai differenti livelli di strutturazione che hanno dato ai loro service desk e demand management. Infatti, circa l’80% delle aziende intervistate si sono dotate di una struttura di Service Desk mentre sono ancora poche le aziende che hanno investito per strutturare i loro processi di Demand Management. Tali risultati seppure con alcune differenze, sono stati confermati anche nei diversi cluster analizzati. In particolare emerge come le aziende quotate, rispetto alle aziende padronali, abbiano una maggiore sensibilità ai temi della governance dell’IT ma presentino comunque un ritardo nel performance measurement. Mentre, tra i vari settori analizzati, Fashion e Utilities mostrano migliori livelli di strutturazione dell’IT Governance sebbene con eccellenze in aree differenti. L’importanza dei temi legati alla governace delle funzioni IT è però confermata dalla volontà generalizzata tra i CIO italiani di investire nei prossimi tre anni per recuperare gli attuali gap. A tal proposito la ricerca consente di dare alcuni suggerimenti utili per avere una funzione IT realmente proattiva e strutturata: 1. coinvolgere sempre il CIO nei comitati direttivi, 2. garantire l’allineamento dei KPI IT agli obiettivi aziendali attraverso modelli strutturati (BSC-COBIT) 3. adottare meccanismi di misurazione e incentivazione per la funzione IT 4. introdurre modelli strutturati di formalizzazione dei processi (i.e. ITIL) 5. formalizzare processi e ruoli di Demand Management 6. sviluppare processi formali per assicurarsi l’applicazione dei processi IT Ottenere una funzione IT che consenta realmente di diventare un fattore abilitante per il business può essere realizzato sia con un approccio Top-Down sia con un approccio Bottom-UP. Nel caso in cui si opti per un approccio Top-Down, CEO e CFO che normalmente sono i principali responsabili dei CIO dovranno privilegiare l’introduzione di sistemi di BSC-COBIT per la funzione IT. Tali strumenti infatti consentiranno loro di dialogare con i CIO non solo su aspetti legati alle tecnologie, che per definizione non sono in grado di comprendere a pieno, ed ai relativi costi ma piuttosto hai benefici attesi e di quanto questi benefici siano realmente allineati agli obiettivi strategici dell’azienda favorendo dunque un processo continuo di valutazione e di supporto al processo decisionale. Per quanto riguarda invece un eventuale approccio Bottom-UP, il CIO dovrà investire nel miglioramento della propria comunicazione interna, dove normalmente le funzioni IT sono piuttosto carenti. I CIO dovranno dunque privilegiare gli inteventi legati ai processi interni ed ai relativi KPI. Il miglioramente di tali processi infatti consente la drastica riduzione della tipica conflittualità tra l’IT e le altre funzioni e dunque favorisce una migliore percezione dell’IT e del suo reale ruolo come fattore abilitante per il business. In sintesi la crescente importanza del ruolo dell’IT richiede l’introduzione di meccanismi di governance delle funzioni IT in modo da garantire l’efficienza e l’efficacia delle stesse. Strategic Management Partners ha dunque elaborato un modello per lo sviluppo dell’IT Goverance basato su due direttrici differenti: • La prima direttrice che ha la finalità di garantire la proattività e l’allineamento della funzione stessa e che prevede una serie di interventi basati sul coinvolgimento costante dei CIO nei comitati direttivi e sul performance management. • La seconda direttrice invece prevede una serie di interventi volti a garantire l’efficienza e l’efficacia delle attività di sviluppo e di manutenzione del day-by-day. Efficacia ed efficienza che possono essere incrementate attraverso l’adozione di modelli strutturati di gestione e formalizzazione dei processi IT, (i.e. ITIL) e di modelli organizzativi che favoriscano la strutturazione delle attività di Service Desk e Demand Management. |